Fare Impresa, AITI - 02/201811Nuove tecnologie e alta qualità sono gli ingredienti del successo dell’industria delle arti grache in Ticino.W ustat.ch viscom.ch zpk.chL’industria della carta in Ticino, così come in Svizzera, vanta una lunga tradi-zione che risale addirittura al XV secolo quando la carta era ancora ricavata da-gli stracci. Questo genere d’industria si sviluppò in particolare a partire dal XIX secolo con la diffusione delle macchine e la lavorazione della cellulosa. In Ticino, il settore conosce il maggiore sviluppo in particolare nella prima metà del 1900.L’EVOLUZIONE IN TICINONegli ultimi decenni non si registrano più aziende attive nella produzione di carta; le aziende presenti sul suolo cantonale si sono riconvertite alla lavorazione graca della carta – trend seguito anche a livello nazionale –. Sono diversi gli elementi che hanno determinato questa evoluzione. Tra questi sicuramente bisogna citare la forte concorrenza a livello internazionale e il costo della materia prima. L’aumento del costo della carta straccia – la mate-ria prima – è legato ad una gara su sca-la mondiale. Ogni anno, diversi milioni di tonnellate di carta vecchia, fanno rotta verso l’Estremo Oriente facendone così aumentare il prezzo. Inoltre, il settore non è immune dalle conseguenze della digita-lizzazione: sempre più spesso si ricorre ai vari mezzi elettronici per leggere notizie, libri e riviste. Questo ha comportato un’i-nevitabile diminuzione della richiesta di carta per giornali. Malgrado questi fattori, le aziende che puntano sulla produzione di carta e cartone per usi particolari – come per esempio gli imballaggi o i rivestimenti speciali per prodotti cosmetici o alimenta-ri – riescono a resistere.AL PASSO COI TEMPIL’industria graca in Ticino nasce ufcial-mente nel 1941 con l’insediamento di un piccolo gruppo di professionisti, riunitosi in un Comitato capeggiato da Arturo Sal-vioni in qualità di Presidente. L’anno suc-cessivo a Bellinzona la prima assemblea costituente sancisce la nascita dell’Asso-ciazione dell’industria graca. Negli anni ’50 ci si inizia a focalizzare sull’impor-tanza della formazione: viene sviluppata e introdotta una formazione per gli ap-prendisti del settore con esami intermedi ed esami nali a garanzia delle compe-tenze acquisite dagli studenti. Negli anni ‘60 viene introdotto un primo Contratto collettivo di lavoro (rinnovato negli anni ‘80 ed adeguato man mano alle norma-tive vigenti) e, contemporaneamente vie-ne fondata la cassa pensioni societaria. A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 si assiste ai primi importanti mutamenti tecnologici di stampa e di fotocomposizione. Il set-tore continua a crescere e ad evolvere anche negli anni a seguire; l’Associazione di categoria, che nel frattempo aveva già cambiato una volta nome, muta nuova-mente la propria ragione sociale proprio per poter abbracciare tutto il settore. Nel 1996 adotta quindi quello che ancora oggi è il nome ufciale: VISCOM, l’Asso-ciazione svizzera per la comunicazione visiva. I NUMERI DEL SETTOREAttualmente sono circa 50 le aziende che operano sul suolo cantonale. La maggior parte degli impieghi sono concentrati in aziende familiari di medie dimensioni e in alcune di piccola entità (da 10 a 50 dipendenti). Si registra comunque una notevole presenza di aziende con meno di 10 dipendenti. Queste realtà, in totale, garantiscono circa 850 posti di lavoro.LA FORMAZIONEDa sempre molto sensibile in questo am-bito, il settore – per il tramite dell’Asso-ciazione di categoria – ha costantemente incrementato l’offerta formativa e il li-vello qualitativo: nel 2017, 45 apprendisti hanno preso parte alle giornate in aula per i corsi interaziendali con 10 docenti professionisti. I percorsi formativi attual-mente in auge sono 4: poligrafo, opera-tore post press, tecnologo di stampa e, a partire da settembre 2017, Interactive Media Designer – una formazione ideata per meglio affrontare i grandi cambia-menti tecnologici legati al mondo digita-le –. Tutti questi indirizzi formativi sono pensati per formare i professionisti di domani nelle tipograe e nelle agenzie di comunicazione ticinesi. ECOLOGIA E MERCATO LOCALEDiverse aziende operanti nel settore si sono certicate FSC; un marchio che identica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite con un si-stema corretto e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Con la certicazione, una ti-pograa riceve l’autorizzazione a utilizza-re il marchio FSC ed è responsabile che l’utilizzo del marchio avvenga in maniera corretta e rispettosa dell’ambiente. Un ulteriore riconoscimento è dato dal la-bel di qualità “Stampato in Ticino”: questo marchio è stato ideato con l’obiettivo di informare l’opinione pubblica che l’azien-da produttrice dello stampato in questio-ne assicura un contributo e un sostegno all’economia del nostro Cantone. di MMIndustria della carta e della stampaTRA PASSATO GLORIOSO E RIVOLUZIONE TECNOLOGICAFocus sul settore
Fare Impresa, AITI - 02/201812Abbiamo incontrato Ivan Patelli, direttore della Salvioni arti grache SA di Bellinzo-na e Marco Roda, titolare della Roda SA di Taverne. Con loro abbiamo percorso un breve viaggio alla scoperta del mondo dell’industria ticinese delle arti grache.Sul territorio cantonale sono circa cin-quanta le realtà che operano nel settore dell’industria graca. Quali sono i punti forti che la vostra azienda può vantare?IP: La nostra azienda esiste da più di 160 anni. Da sempre ci siamo dedicati ai lavo-ri di alta qualità, investendo per questo in tecnologia all’avanguardia e curando molto l’aspetto delle competenze interne. Il nostro business non si concentra esclu-sivamente sul prezzo; per essere concor-renziali curiamo i dettagli, la qualità e tutti gli aspetti dell’organizzazione in maniera maniacale. La propensione ad investire per essere all’avanguardia, ci ha perno portati ad implementare delle tecnologie per primi a livello svizzero. Non potendo essere vantaggiosi a livello di prezzo ri-spetto al resto della nazione, dobbiamo essere creativi, uscire dagli standard ed essere in grado di soddisfare anche i clien-ti più esigenti.MR: Prossimità, conoscenza del mercato, multilinguismo, afdabilità, essibilità e puntualità sono solo alcuni degli aspetti sui quali fondiamo la nostra strategia. La vicinanza con la frontiera e le nuove pro-poste legate al web-to-print ci mettono in concorrenza con realtà molto competitive a livello mondiale. Ma noi, soprattutto per il packaging, forniamo un servizio sarto-riale, che richiede importanti investimen-ti produttivi e che limita anche (almeno per ora) il raggio d’azione (consulenza e trasporto in primis), soprattutto quando i numeri non sono importanti. Se le mul-tinazionali possono tranquillamente rea-lizzare i loro prodotti a livello europeo o mondiale, le PMI su cui si fonda l’economia elvetica, conoscono l’importanza di soste-nersi l’un l'altra e in questi anni hanno spo-sato sempre di più il “Printed in Switzer-land” e lo “Stampato in Ticino”. Concorrenza estera e da parte delle piat-taforme online, incertezza economica e un aumento del costo della materia prima, che provvedimenti può prendere un’azienda come la vostra per fronteg-giare questa ennesima sda?IP: Sono elementi da analizzare separa-tamente: da una parte la questione del franco forte ha portato delle ripercussioni immediate. Questo contraccolpo è stato però limitato poiché riguarda chiaramen-te soltanto l’attività sui mercati esteri che nel nostro caso rappresenta circa il 5%. Non ci ha quindi messo particolarmente in crisi.Per quanto riguarda il prezzo della carta, se da una parte è vero che ultimamente il prezzo è salito, dall’altra negli anni prece-denti lo stesso era diminuito fortemente al punto di mettere in crisi o costringere addirittura alla chiusura numerosi pro-duttori di carta. In ogni caso, il prezzo che paghiamo attualmente è inferiore rispetto a quello di cinque anni fa. Per questo non possiamo certo dire che l’aumento del prezzo rappresenti un problema.Per contro, quello che per noi è davvero importante, è poter acquistare i prodotti alle stesse condizioni dei concorrenti all’e-stero cosa che, malgrado la nostra forte pressione, attualmente non avviene. In-chiostri, macchinari e carta per noi sono generalmente il 20-30% più cari.MR: Oggi praticamente tutto il fabbisogno di queste materie prime proviene dall’e-stero, anche se acquistato in Svizzera da grossisti attivi a livello europeo e mondia-le. Un mercato, quello della carta, che sta subendo l’evoluzione di altri mercati che determinano gli aumenti cui siamo attual-mente sottoposti. Nell’ultimo anno si par-la di un incremento del costo della carta al 15% e i distributori hanno già annuncia-di MMRealtà a confrontoTRADIZIONE E QUALITÀ ALLA BASE DEL SUCCESSOto i prossimi aumenti. Un’incidenza questa che evidentemente ha un effetto anche sui prezzi nali. D’accordo con la nostra clientela storica abbiamo potuto provve-dere ad importanti acquisti di materiale prima degli aumenti, situazione questa che ci consente, almeno quest’anno di garantire a questi ultimi, aumenti minimi o addirittura nulli. Gli aumenti esistono per tutti, a noi trovare il modo di limitare il più possibile il divario con la concorrenza, so-prattutto online o oltre frontiera.La digitalizzazione ha segnato una svolta epocale per il settore dell’industria gra-ca. Come affrontate questo cambiamen-to? Quali sono le maggiori difcoltà e quali i punti positivi di questo processo? IP: La nostra è un’industria abituata a con-tinui e radicali cambiamenti. La più grande evoluzione nel settore è avvenuta negli anni ’80 quando si è passati dal piombo al digitale; potrà sembrare strano ma que-sto cambiamento è stato di maggiore im-patto rispetto al processo che si sta svi-luppando attuamente e quindi il grosso è probabilmente già alle spalle. La digitaliz-zazione da una parte ha tolto ma dall’altra ha permesso anche a noi di aprirci verso nuovi mercati, di stampare meno ma me-glio e di offrire tutta una serie di servizi in sinergia con quella che è la stampa pura. MR: I profondi cambiamenti legati ai mez-zi di comunicazione stanno modicando radicalmente la domanda di servizi e pro-dotti rivolta alle industrie della stampa. La nostra azienda ha coniugato nel migliore dei modi possibile la coesistenza dei due sistemi di stampa, non sono infatti rari i casi di prodotti da noi realizzati che con-tengono entrambe le tecnologie. Se guar-diamo da vicino il mercato degli imballag-gi, ci accorgiamo che il packaging fornisce alle imprese la migliore opportunità di connettersi con il consumatore e raffor-zare il brand. Lo stesso e-commerce sta rimodellando il settore del commercio al dettaglio offrendo nuove possibilità, in particolare legate all’aumento dei pacchi inviati. La formazione è un aspetto da sempre molto importante per il vostro settore, è indispensabile poter contare su collabo-ratori costantemente aggiornati. Riscon-Focus sul settoreMarco Roda, Fratelli Roda SA, Taverne.
13W fratelli-roda.ch salvioni.chtrate difcoltà nel reperire il personale necessario? Se sì, per quali gure?IP: Abbiamo la fortuna di poter contare su un’Associazione a li-vello svizzero che fa un ottimo lavoro. Da sempre ha visto la formazione come una priorità, sviluppando percorsi formativi e scuole, che danno la possibilità di accedere a percorsi accademi-ci, come per esempio quello di ingegnere dell’industria graca. Per noi è fondamentale poter contare su personale di qualità.Molto spesso assumiamo apprendisti che formiamo e che re-stano con noi no alla pensione. Questo investimento non porta frutti a breve termine ma ben difcilmente si riuscirà a reperire il personale necessario senza prolarsi come azienda formatrice.Le difcoltà maggiori nel reperire personale riguardano i qua-dri: non è sempre evidente trovare delle gure professionali con competenze tecniche del mestiere che, contemporaneamente, si siano formati in economia aziendale o materie afni. MR: Storicamente, essendo nella pratica l’unica industria del Canton Ticino nell’ambito del packaging in cartone, da sempre siamo confrontati con non poche difcoltà nel reperire mano d’opera qualicata. Per questa ragione siamo molto attivi nella formazione interna e continua dei nostri collaboratori. Se infatti, grazie anche all’importante contributo di Viscom (la nostra as-sociazione di settore) le aziende attive nell’ambito della trasfor-mazione della carta possono trovare con facilità gure quali po-ligra, legatori, ecc., altra cosa è invece reperire dei fustellatori o dei piega-incollisti, gure queste che ancora oggi trovano una collocazione solo da noi.Rivolgendo lo sguardo verso il futuro, quali sono le più grandi sde e le prospettive del settore? IP: Per il futuro mi posso dire ottimista. Dobbiamo però essere consapevoli di due cose: la prima è che la nostra visione non po-trà rimanere limitata al mercato locale, ma dovrà essere estesa almeno a livello nazionale. Il secondo elemento riguarda la quali-tà e le competenze: dobbiamo mantenere assolutamente i punti di forza che no ad oggi ci hanno contraddistinti. MR: Sicuramente dobbiamo distinguere l’industria della stampa e quella della cartotecnica. Gli imballaggi devono oggi risponde-re anche a nuove esigenze di comunicazione, in parte sottoposte a severe norme legislative, così come ad aspetti quali la serializ-zazione, la tracciabilità, o l’anti-contraffazione, la tutela dei bam-bini oppure quella degli anziani.La sostenibilità è anch’essa un trend sempre più seguito e ricer-cato, sia per quanto riguarda il prodotto che per il packaging. Ricordiamo che, al contrario di quanto si possa pensare, la nostra industria è tra le più attive nella tutela delle foreste. Per ogni albero tagliato ne vengono piantati due – in alcune zone perno tre –. Questa operazione ha un duplice vantaggio: se da una parte il numero di alberi aumenta, dall’altro permette di mantenere le foreste sempre giovani, pulite e con alberi in salute. Siamo co-stantemente impegnati a offrire soluzioni in grado di anticipare anche veri e propri trend di mercato. Ed è un motivo di vanto per noi potere vedere sul mercato imballaggi che presentano novità persino a livello mondiale, studiate nei nostri reparti di ricerca e sviluppo. Ivan Patelli, Salvioni arti grache SA, Bellinzona.* Prezzo di vendita netto cons . dopo deduzione del premio Cash , IVA incl . Proace Verso Shuttle Compact , 2 ,0 D-4D , cambio man . , 110 kW , cons . Ø 5 ,3 l / 100 km ( equivalente benzina 6 ,0 l / 100 km ) , CO₂ 139 g / km , emissioni di CO₂ derivanti dalla messa a disposizione di carburanti e / o di elettricità 24 g / km , e . en . D , CHF 37’700 .– dedotto premio Cash di CHF 3’000 .– = CHF 34’700 .– . Modello illustrato: Proace Verso Family Medium , 2 ,0 D-4D , cambio man . , 110 kW , cons . Ø 5 ,3 l / 100 km ( equivalente benzina 6 ,0 l / 100 km ) , CO₂ 139 g / km , emissioni di CO₂ derivanti dalla messa a disposizione di carburanti e / o di elettricità 24 g / km , e . en . D , CHF 51’000 .– dedotto premio Cash di CHF 3’000 .– = CHF 48’000 .– . Ø delle emissioni di CO₂ di tutti i modelli di veicoli immatricolati in Svizzera: 133 g / km . Le promozioni di vendita sono valide per contratti stipulati dal gennaio 2018 con relativa immatricolazione entro il 28 febbraio 2018 o no a revoca . La foto mostra delle opzioni disponibili con sovrapprezzo.TOYOTA PROACE VERSOANCHE IN VERSIONE 4x4 . SPAZIO E SICUREZZA PER TUTTA LA FAMIGLIA . DA CHF 34’700 .–*